L'allattamento è un momento di profonda connessione tra mamma e bambino, ma quando insorgono difficoltà o dolore, può trasformarsi in un percorso in salita. Una delle cause meno evidenti, ma molto frequenti di un attaccamento al seno difficoltoso, è la presenza di un frenulo linguale corto (anchiloglossia) nel neonato.
Il frenulo linguale è la sottile striscia di tessuto che collega la parte inferiore della lingua al pavimento della bocca. Se questo tessuto è troppo corto, spessito o poco elastico, limita i movimenti della lingua.
Per poppare in modo efficace, il neonato deve poter estendere la lingua oltre il labbro inferiore e compiere un movimento "a onda" per spremere il seno. Se la lingua è bloccata:
Il neonato non riesce a creare il giusto vuoto (effetto ventosa), facendo scivolare via il capezzolo o stringendo forte con le gengive per compensare.
La mamma avverte forte dolore ai capezzoli, ragadi e rischio di ingorghi o mastiti.
Il piccolo ingerisce molta aria, stancandosi prima di saziarsi e manifestando sintomi come coliche, reflusso e scarso accrescimento.
Quando si riscontra un frenulo corto, l'intervento chirurgico di incisione (frenulectomia) è spesso risolutivo per la parte anatomica. Tuttavia, tagliare il frenulo non significa automaticamente che il bambino sappia subito come usare la lingua in modo corretto. È qui che il trattamento osteopatico pediatrico fa la differenza.
Nel mio studio di osteopatia a Bologna, l'intervento sull'anchiloglossia si divide in due fasi fondamentali:
Valutazione e preparazione pre-intervento: Prima dell'eventuale frenulectomia, l'osteopata rilascia le fortissime tensioni muscolari e fasciali che il bambino ha sviluppato a livello del collo, del cranio, del pavimento della bocca e della mandibola per tentare di succhiare.
Riabilitazione e recupero post-frenulectomia: Dopo l'incisione, i muscoli della lingua devono "imparare" un movimento del tutto nuovo. L'osteopatia neonatale aiuta a rieducare la suzione, libera la mobilità dell'osso ioide e delle vertebre cervicali e previene la formazione di aderenze cicatriziali rigide, affiancando il lavoro dell'ostetrica o della consulente dell'allattamento (IBCLC).
Lavorare in sinergia permette al neonato di ritrovare una suzione efficace e indolore, restituendo serenità alla mamma e garantendo un allattamento sereno e naturale.